I bronzi di Cartoceto

I Bronzi Dorati sono stati ritrovati sottoterra in campo a Cartoceto di Pergola, nelle Marche, nel 1946.
Chi li ha dissotterrati voleva venderli al mercato illegale dell’antiquariato.
Ma l’intelligenza della studentessa d’arte Piera Vernarecci, l’onestà dell’unico dipendente del Museo Archeologico di Ancona, Nereo Alfieri (nel 1946 era appena finita la guerra e il museo era bombardato) e la generosità del restauratore fiorentino Bruno Bearzi, che li ha restaurati gratuitamente, ce li hanno restituiti.

Oggi sono un meraviglioso mistero che stimola teorie e interpretazioni sul nostro passato.

Gli studiosi cercano di spiegare perché fossero lì e chi fossero le donne e gli uomini rappresentati.

Le opere in metallo (soprattutto se prezioso), diffuse nell’antichità, raramente giungono all’epoca contemporanea perché venivano fuse in passato per coniare monete.
Per questo siamo abituati a vedere statue romane di marmo, che in realtà erano copie degli originali metallici andati perduti.
Forse proprio la sepoltura fu un tentativo di salvarle dalla fusione.

Più complesso, invece, risulta dare un nome ai personaggi che i diversi studiosi indicano come appartenenti alle potenti gens Giulio-Claudia, o Domitia. Ma dall’Università di Vienna vene suggerito il nome di Cicerone e, addirittura, si può associare il nome di Giulio Cesare secondo l’interpretazione del professor Mario Pagano.

Anche se gli studiosi difficilmente arriveranno ad una conclusione univoca, possiamo godere di questa testimonianza diretta di un passato che ancora ci appartiene visitando il museo dei Bronzi a Pergola.

Come la terra che ha conservato queste preziose statue, le Marche conservano arte e cultura della complessa storia che le ha caratterizzate.

Per maggiori info o programmare una visita:
http://www.bronzidorati.com

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