Magari!

Agli inizi dello studio dell’italiano è normale avere dei dubbi sull’uso di questa parola che sembra un po’ strana, ma tanto usata dagli italiani.

Partiamo dall’etimologia: magari viene dal greco makárie, vocativo di makários ‘felice, beato’

Ora vediamo insieme i vari usi con degli esempi che speriamo possano aiutarvi

1) È un’esclamazione – viene usata da sola nelle risposte con il significato di "sarebbe bello", "sarebbe fantastico", esprime un desiderio, ma anche un rimpianto.

- È vero che vai in vacanza ai Caraibi? – Magari! (sarebbe bello!)
- Hai vinto alla lotteria?– Magari! (sarebbe bello, ma non l’ho vinta)

2) Ha il significato di "forse", "probabilmente"

- Mario oggi non è venuto al lavoro, magari è malato (forse/probabilmente è malato)
- Ho bisogno di aiuto e magari qualcuno può aiutarmi (forse qualcuno di voi può aiutarmi)

3) È un’esclamazione e significa “sarebbe bello” nelle frasi che esprimono desideri. In questi casi dopo la parola si usa il congiuntivo imperfetto o trapassato

- Allora ho saputo che hai superato l’esame – Magari l’avessi superato!
- Vieni con noi in Brasile? Magari potessi venire!

4) Ha il significato di "piuttosto": introduce una frase che ha preferenza rispetto a un’altra frase, introdotta generalmente da “ma”

- Che cosa farai dei vesiti del tuo ex? - Magari (piuttosto) li regalo, ma lui non li riavrà mai!
- Adesso come farai a vivere senza un lavoro? - Magari (piuttosto) chiedo un prestito ai miei, ma non ritornerò mai a lavorare in quell'ufficio!

5) Ha il significato di "anche se", con valore concessivo:

- Andrò in vacanza, magari (anche se) solo qualche giorno
- Mi comprerò la barca, magari (anche se) a rate

 

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I Bronzi Dorati sono stati ritrovati sottoterra in campo a Cartoceto di Pergola, nelle Marche, nel 1946.
Chi li ha dissotterrati voleva venderli al mercato illegale dell’antiquariato.
Ma l’intelligenza della studentessa d’arte Piera Vernarecci, l’onestà dell’unico dipendente del Museo Archeologico di Ancona, Nereo Alfieri (nel 1946 era appena finita la guerra e il museo era bombardato) e la generosità del restauratore fiorentino Bruno Bearzi, che li ha restaurati gratuitamente, ce li hanno restituiti.

Oggi sono un meraviglioso mistero che stimola teorie e interpretazioni sul nostro passato.

Gli studiosi cercano di spiegare perché fossero lì e chi fossero le donne e gli uomini rappresentati.

Le opere in metallo (soprattutto se prezioso), diffuse nell’antichità, raramente giungono all’epoca contemporanea perché venivano fuse in passato per coniare monete.
Per questo siamo abituati a vedere statue romane di marmo, che in realtà erano copie degli originali metallici andati perduti.
Forse proprio la sepoltura fu un tentativo di salvarle dalla fusione.

Più complesso, invece, risulta dare un nome ai personaggi che i diversi studiosi indicano come appartenenti alle potenti gens Giulio-Claudia, o Domitia. Ma dall’Università di Vienna vene suggerito il nome di Cicerone e, addirittura, si può associare il nome di Giulio Cesare secondo l’interpretazione del professor Mario Pagano.

Anche se gli studiosi difficilmente arriveranno ad una conclusione univoca, possiamo godere di questa testimonianza diretta di un passato che ancora ci appartiene visitando il museo dei Bronzi a Pergola.

Come la terra che ha conservato queste preziose statue, le Marche conservano arte e cultura della complessa storia che le ha caratterizzate.

Per maggiori info o programmare una visita:
http://www.bronzidorati.com

L’Italia è associata molte volte allo sport, in particolare alla nazionale di calcio o alla Ferrari in Formula Uno. Non tutti all’estero però conoscono Valentino Rossi, popolarissimo campione di motociclismo marchigiano, tra i più titolati della storia che proprio il 16 febbraio ha compiuto 40 anni.

Valentino Rossi ha conquistato 9 titoli mondiali, unico al mondo in 4 differenti classi (125cc. 250cc. 500cc. e MotoGP) e partecipato a 388 Gran Premi (ed è ancora in attività).
Ma ha conquistato fan e media grazie alla spiccata capacità comunicativa, al modo diretto di parlare e alla sua empatica simpatia.

Nel 1998 Valentino si presenta sul podio con una maglia e la scritta “Polleria Osvaldo” uno sponsor inventato con gli amici del calcetto che ricordava le origini provinciali e ironizzava sul ricco e fascinoso mondo dei veri sponsor globali e milionari. È questo spirito che lo ha reso un vero personaggio, globale e legato alla sua piccola Tavullia (paese in cui viveva), sconosciuta e genuina, come le Marche d’altronde.

I tanti capelli, mal contenuti dal casco, il sorriso impertinente e la serafica calma sotto pressione (doveva addirittura essere svegliato prima di gare importanti, quando gli altri sentono la tensione) hanno nascosto per un po’ il talento del campione e la tenace competitività.

Ma non tutti lo hanno amato. In particolare sono note le sue rivalità storiche con campioni di due differenti generazioni come Biaggi, Gibernau della prima, Stoner e Marquez della seconda: in pista non fa sconti a nessuno con uno spirito competitivo che a volte ha superato il limite del fair play.

Eppure, se diamo un’occhiata agli sponsor è il re incontrastato tra gli sportivi italiani, segno evidente di una popolarità che travalica le conquiste sportive.

Gli anni passano anche per l’inossidabile Valentino, santo patrono di tutti i centauri tricolore e il suo volto non rappresenta più le nostre Marche di cui è stato testimonial.

Ma quando sentiamo il rombo di una moto che ci supera è automatico domandare tra l’ironico e l’infastidito: “e che sei Valentino Rossi?”

Forse Valentino Rossi non incarna il campione globale a cui siamo abituati, ma l’indiscusso valore sportivo e mediatico sono uno dei tratti che condivide con il carattere nostra regione: qualità locale, poco famosa, ma forte e genuina.  

La Scuola Dante Alighieri Campus Infinito di Recanati ha il piacere di comunicare finanzierà una BORSA DI STUDIO di 800€ per 1 CANDIDATO nell'ambito dell' VIII Master di I livello in Didattica dell'italiano L2/LS in prospettiva interculturale (ITALINT) dell'Università degli Studi di Macerata. 

Il Master ha una durata annuale con un percorso formativo di 60 crediti pari a 1500 ore di impegno complessivo, di cui 900 di studio personale e 600 di formazione assistita (a distanza e in presenza). 

Lo studente beneficiario della borsa di studio svolgerà un tirocinio presso la sede della Scuola Dante Alighieri Campus L'Infinito di Recanati.

La scadenza delle iscrizioni è il 27 SETTEMBRE 2017.

 

 

 

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